Trofeo delle Armerie DAVIDE PEDERSOLI 2014

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IL SUCCESSO DEL “TROFEO ARMERIE PEDERSOLI”

Quella del “Trofeo Armerie” è una della tante iniziative organizzate dalla Davide Pedersoli per attirare l’attenzione del pubblico sul mondo del tiro ad avancarica.

Il giorno 26 di Ottobre si è svolta a Gardone V.T., presso la sede del locale Tiro a Segno Nazionale, la finale della 1° edizione del “Trofeo Armerie Pedersoli”, evento organizzato dell’omonima azienda per favorire l’incontro degli appassionati con la pratica del tiro con armi ad avancarica, proposte in questa sede come strumenti di caccia. Il nome Pedersoli, rispettato in tutto il mondo e legato a degli strumenti di tiro diventati, nell’arco dei decenni, delle vere e proprie leggente, è noto a tutti coloro che ben conoscono quanti e di che proporzioni siano gli sforzi volti a sostenere, nel suo complesso, il settore armiero.

Innegabile l’impegno di Pierangelo Pedersoli, in veste di presidente del Consorzio degli Armaioli italiani, a salvaguardia dei produttori e di molti appassionati italiani e ancor più chiaro oggi, sebbene in un ambito spaziale più ristretto, l’impegno a promuovere il tiro ad avancarica, questa volta a pochi passi dalle proprie officine di Gardone V.T.

Il progetto attorno al quale ruota l’evento di cui parliamo oggi è basato sull’organizzazione di un circuito di gare promosse dagli esponenti più vivaci della rete vendita al fine di selezionare, in maniera autonoma, una squadra di tre tiratori/cacciatori a rappresentanza dell’armeria, chiamata a competere durante la finale al fine di decretare i campioni assoluti.

LO SVOLGIMENTO DELLA COMPETIZIONE

ore 09.00 – Inizia

Siamo a Gardone Val Trompia presso il poligono di tiro “ Il Bersai “. L’aria è frizzante e il sole non ha ancora fatto capolino da dietro le montagne. I primi partecipanti iniziano ad arrivare, chi dalla Toscana, chi dal Veneto, chi dalla Lombardia, 15 in tutto, a rappresentanza di 5 punti vendita; come l’armeria Orpini di Masera di Padova che oltre a schierare tre accaniti utilizzatori di avancarica scende in campo anche con il titolare, il Sig. Turin Gabriele.

E’ tutto pronto, i bersagli, realizzati in rigoroso stile venatorio, attendono i partecipanti posizionati su tre linee alla distanza di 50 metri. Poche le regole: 2 sessioni di tiro da 5 colpi cada una, quella mattutina con i tiratori ad ingaggiare i bersagli da posizione seduta e l’arma appoggiata ad un rest e quella pomeridiana da svolgersi in piedi, sicuramente più difficile ma agevolata dall’utilizzo di un bastone di supporto. Solo palle in piombo dolce e ovviamente tanta polvere nera. Il clima tra i partecipanti è sereno e goliardico anche se tutti, dopo un inverno passato ad allenarsi, sperano di aggiudicarsi la vittoria. Finalmente il via dai giudici di gara. I primi colpi con la sola capsula d’innesco, indispensabili a garanzia che l’interno della canna sia totalmente asciutto e la gara ha inizio. Le armi utilizzate sono tra le più diverse, dai modelli più tradizionali come Hawken, Tryon, Mauser ed Alamo ai più moderni come il Brutus 94 e l’Ovation. I partecipanti si dimostrano subito all’altezza della competizione con caricamenti veloci ed ordinati e mantenendo un comportamento sempre conforme alle regole di sicurezza indispensabili all’interno di un poligono.

ore 17.00, tutto è compiuto.

Ad aggiudicarsi la vittoria la squadra composta dai Signori Papi, Esposito ed Aspettati a rappresentanza dell’armeria Biffoli di Firenze.

INTERVISTA A STEFANO PEDERSOLI

Qual’è il contesto in cui si inquadra, in modo preciso, l’ideazione del “Trofeo Armerie”.

Ormai da diversi anni mi trovo, specialmente durante eventi fieristici, a parlare con cacciatori ed appassionati di armi sportive che pur approcciandosi a noi con grande entusiasmo finiscono spesso per racchiudere l’interesse nell’arma ad avancarica solo e soltanto come un sogno irrealizzabile. A smorzare gli entusiasmi non sembrano essere i prezzi di vendita del prodotto, bensì dubbi e scetticismo che ruotano attorno all’utilizzo pratico di questa tipologia di armi. Affermazioni del tipo : “ Dalle mie parti è impossibile trovare i vostri prodotti “ o “ …… E poi dove vado a sparare “ o peggio ancora “ Ma sarà davvero preciso ed efficacie in ambito venatorio????“ La conclusione alla quale sono arrivato è che spesso i primi a non credere nel nostro prodotto, sempre e soltanto a causa di impreparazione in materia di armi ad avancarica, sono proprio i rivenditori i quali, ottimamente preparati sulle armi moderne, mancano di contro di quel bagaglio di informazioni tecniche collezionate spesso proprio attraverso l’utilizzo pratico del prodotto. Il trofeo delle armerie nasce con la finalità di aiutare rivenditori e clienti ad accrescere la loro preparazione, di provare con mano l’efficacia del prodotto e perché no, creare un rapporto commerciale profittevole e duraturo tra rivenditore e cacciatori locali al fine di garantire una costante presenza del prodotto avancarica all’interno delle armerie. Qui in Italia si finisce spesso con il pensare alle repliche di armi storiche solo dal punto di vista estetico e culturale, tuttavia i partecipanti alla finale hanno saputo dimostrare quanto divertente e appassionante possa essere questa disciplina ma soprattutto, vista la qualità delle rosate realizzate, la reale potenzialità di una gamma di prodotti utilizzati oltre oceano da milioni di persone per l’ordinaria attività venatoria.

“LA BADIA DI SUSINANA”

Ai signori Papi, Esposito ed Aspettati è andata in premio una giornata di caccia con armi ad avancarica presso la riserva agro faunistica “

“La Badia di Susinana”, oltre mille ettari di natura e relax, a pochi chilometri da Firenze. Il luogo di cui parliamo si trova, precisamente, a Palazzuolo sul Senio e, in virtù della propria configurazione naturale, ben si presta all’escursionismo e non solo. All’interno di questa riserva situata nel cuore dell’appennino tosco-emiliano, che comprende anche il lago naturale “delle Ari”, è sopravvissuto indenne al passare dei secoli un vecchio monastero, circondato ora da un piccolo complesso di edifici storici recentemente restaurati che formano, nel loro insieme, l’azienda turistica prescelta dagli organizzatori del trofeo quale premio per il vincitore. “La Toscana – afferma Stefano Pedersoli – è tra le regioni italiane più attive in termini di caccia con l’avancarica ed ai suoi abitanti occorre riconoscere l’abilità di aver saputo conservare il tesoretto costituito dalla bellezza dei luoghi, che ora viene intelligentemente sfruttata come risorsa turistica”.

Gli amici della Badia di Susinana sono degni custodi di questo tesoretto ed è dunque con piacere che offriamo l’opportunità di una visita a luoghi tanto belli agli appassionati”

Info: www.badiadisusinana.it

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Duck hunting with a Pedersoli muzzleloader and steel shot

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 “I had used some larger pieces of driftwood and some bailing twine to tie together a fairly solid frame for a blind, to which I tied a hundred or so willow saplings to build a fairly comfortable and roomy blind.

     That blind just happened to be located at the downriver point of a small island in the river.  The chute that actually made it an “island” is about 3/4-mile in length, and most of the upstream section is so shallow that you can wade across without anything more than a regular pair of water-proof hunting boots.  However, off to the “on shore” side of the blind, that chute runs 2 to 4 feet in depth for about 300 yards upstream from the blind – with very little current at all.  

Right off to the chute side of the downstream tip of the island, there’s a small backwater bay that both ducks and geese like to use…out of the river current.  And that’s where I place a dozen or so mallard drake and hen decoys, and five Canada geese decoys.  Shots are generally less than 30 yards…well within range of the Improved Cylinder right barrel and Modified left barrel of the Pedersoli percussion 10-gauge double. ”

So you want to know more about hunting with a blackpowder shotgun? Please follow this link to this excellent article by Toby Bridges.

Early Season Duck Hunting With The Pedersoli Percussion 10-Gauge Double

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The original service method for cleaning your U.S. rifle musket bore

2kExtracts from: Rules for the management and cleaning of the rifle musket, model 1863, for the use of soldiers with descriptive plates. (Washington, 1863)

After dismounting the barrel from the stock, the soldier had to follow these steps:

„To clean the barrel:

1st. Stop the hole in the cone with a peg of wood; pour a gill of water (warm if it can be had) into the muzzle; let it stand a short time to soften the deposit of the powder; put a plug of soft wood into the muzzle and shake the water up and down the barrel well; pour it out and repeat the washing until the water comes out clear; take out the peg from the cone and stand the barrel, muzzle downwards, to drain for a few moments.

2nd. Screw the wiper on to the end of the ramrod and put a piece of dry cloth or tow round it, sufficient to prevent it from chafing the grooves of the barrel; wipe the barrel quite dry, changing or drying the cloth two or three times.

3rd. To clean the exterior of the barrel, lay it flat on a bench or board, to avoid bending it. The practice of supporting the barrel at each end and rubbing it with a strap or buff-stick, or with the ramrod, or any other instrument, to burnish it, is pernicious, and should be strictly forbidden.

5th. After firing, the barrel should always be washed as soon as practicable; when the water comes off clear, wipe the barrel dry and pass into it a rag moistened with oil.

Fine four of emery cloth is the best article to clean the exterior of the barrel.”

If there was no chance to disassemble the rifle-musket, the soldier could use this easier method as well:

„Put a piece of rag or soft leather on the top of the cone and let the hammer down upon it; pour a gill of water into the muzzle carefully, so that it does not run down the outside; put a plug of wood into the muzzle and shake the gun up and down, changing the water repeatedly until it comes out clear. When clear, withdraw the leather and stand the musket on the muzzle for a few moments, than wipe out the barrel, (as given in the second rule for cleaning,) and also wipe the exterior of the lock and the outside of the barrel around the cone and cone seat, first with a damp rag and then with a dry one, and lastly with a rag that has been slightly oiled. In this way all the dirt due to firing may be removed without taking out a screw.”

And the tools for cleaning:

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